Temporaneamente
Temporaneamente è un avverbio che spesso usiamo contestualizzandolo in diverse situazioni.
Per i bambini, ad esempio, viene usato per comunicare loro che “temporaneamente” andranno a dormire dai nonni o dagli zii perché papà e mamma hanno qualche importante impegno che può protrarsi per giorni o semplicemente devono andare ad una cena che prevede una lunga serata con amici.
Quell’avverbio rassicura sostanzialmente due cose; la prima che si tratta di una soluzione temporanea e quindi racchiusa in un breve arco di tempo e la seconda, ancora più importante, che la nuova situazione in cui verranno a trovarsi è assolutamente simile a quella di casa, anzi e spesse volte, nettamente migliore perché si sa che i nonni tendono a viziare e colmare i bambini di ture quelle attenzioni speciali che a casa, nella quotidianità non sarebbero possibili.
Noi nella casa di accoglienza de L’Abbraccio, accogliamo temporaneamente i bambini, neonati o infanti che temporaneamente non possono stare nella loro famiglia. I morivi di questo impedimento possono essere tanti e con svariate connotazioni: temporaneamente noi accogliamo, accudiamo e proteggiamo questi bambini nell’attesa che possano far rientro nella lor famiglia originaria (situazione in assoluto migliore), in una famiglia affidataria o, situazione auspicabile, adottiva.
In quel soggiorno temporaneo è compito degli educatori e dei volontari (i cosiddetti zii e zie) colmare le lacune affettive, medicare le ferite inferte dal dolore, dalle criticità più o meno urenti in cui s sono trovati, protagonisti o spettatori. In quel soggiorno temporaneo dobbiamo ricostruire, rinfrancare e aiutare. Temporaneamente diventa allora un momento imperdibile, estremamente importante e spesso insostituibile di cui hanno grandissimo bisogno.