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Società Italiana di Neonatologia

Progetto di sostegno e condivisione degli obiettivi Casa di accoglienza del neonato in Quezzi

E' noto che la deprivazione affettiva nelle prime età della vita può influire negativamente sullo sviluppo della personalità con possibili ripercussioni anche a distanza di tempo o per tutta la vita. Dopo la nascita il contatto con la madre e le reciproche interazioni rappresentano una prima insostituibile fonte di esperienze sociali ed affettive in grado di favorire appieno l'espressione del patrimonio genetico e le sue potenzialità. Quando ciò non è possibile, come nei casi di lunga spedalizzazione, si corre il rischio che vengano a mancare tutta una serie di stimoli indispensabili per un armonico sviluppo psicoaffettivo. La moderna pratica neonatologica mira ad ovviare a questo problema favorendo l'ingresso dei genitori (ed in particolare delle madri) anche nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale e la loro partecipazione attiva, anche nei casi clinicamente più compromessi e/o più immaturi, alla "care" del neonato, consentendo quel contatto pelle/pelle e quella interazione madre/neonato fonte di stimolazioni tattili, visive, acustiche ed olfattive che sono necessari per un normale adattamento alla vita extrauterina.

 

Un rischio analogo corrono purtroppo anche i neonati che vengono separati alla nascita dalla madre per disposizione del tribunale dei minori, in quanto ritenuta non in grado di accudire il proprio bambino, ed in attesa di affido temporaneo o di adozione. L'Associazione "Abbraccio di Don Orione" si inserisce pienamente in queste problematiche con la sua "Casa di Accoglienza di Quezzi", in grado di ospitare, in alternativa alla ospedalizzazione, lattanti sani di età compresa tra 0 e 6 mesi sottratti alla nascita alle madri per le suddette motivazioni. La permanenza temporanea in questa struttura, accuditi da personale esperto e motivato (religiose, puericultrici/educatori e volontarie che si alternano in numero limitato), rappresenta per i piccoli ospiti un valido surrogato alla carenza della figura materna in quanto consente la realizzazione di relazioni stabili, con un numero limitato di persone, con evidenti implicazioni affettive in un ambiente sereno in grado di offrire le necessarie stimolazioni evitando le conseguenze di una, spesso lunga, e comunque non necessaria permanenza forzata in ambiente ospedaliero.

 

In fase di realizzazione, e di grande importanza, è il Progetto Madre Bambino che si propone la realizzazione di una struttura in grado di accogliere i neonati e le loro madri, privilegiando quelle in età minorile, con l'obiettivo di favorirne l'inserimento in ambiente scolastico e/o lavorativo. Oltre alla presenza costante della propria madre biologica i vantaggi che potrebbero trarne i piccoli ospiti sono quelli legati ad una auspicata progressiva autonomizzazione delle giovani madri che dovrebbe consentire loro un recupero della propria autostima e lo sviluppo di una genitorialità matura. Una struttura di questo tipo potrebbe anche fornire un ambiente idoneo alle gravide che si trovano in situazioni di disagio sociale nel periodo immediatamente precedente l'espletamento del parto, offerta che nella nostra regione non ha precedenti di rilievo.

 

La sezione ligure della Società Italiana di Neonatologia ha sempre seguito con favore ed estremo interesse lo sviluppo di queste iniziative ed ha cercato di fornire il suo sostegno in vario modo, garantendo assistenza medica costante da parte dei propri iscritti, in particolare attraverso la presenza assidua del professor Sandro Trasino e della dottoressa Alessandra Allodi.

 

Prof Paolo Moscatelli
Presidente Sezione Ligure Società Italiana di Neonatologia